sabato 19 aprile 2008

Un tempo di qualità...

Sabato scorso la chiesa di Via Repetti ha ricevuto la visita di un un ospite speciale: il fratello Charles Bowler, Segretario generale delle Assemblee di Dio in Inghilterra. Il tema centrale della sua predicazione è stato il tempo.

Ha introdotto l'argomento iniziando a raccontarci gli usi dei fratelli africani del Kenya che sono soliti partecipare a culti e matrimoni presentandosi in chiesa diverse ore dopo dall'orario previsto. Ma c'è un motivo degno di ammirazione dietro queste abitudini da ritardatari: i nostri fratelli in Africa percorrono 40 km a piedi pur di andare in chiesa a lodare il Signore. E si può dire che fanno la migliore scelta su come impiegare il proprio tempo.

La Bibbia narra chiaramente come Dio domini sul tempo. I versi nella lettera di Giacomo (4:13 E ora a voi che dite: «Oggi o domani andremo nella tale città, vi staremo un anno, trafficheremo e guadagneremo mentre non sapete quel che succederà domani! Che cos'è infatti la vostra vita? Siete un vapore che appare per un istante e poi svanisce. Dovreste dire invece: «Se Dio vuole, saremo in vita e faremo questo o quest'altro».) e nella Seconda lettera di Pietro (2 Pietro 3:8 "Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno") e le storie di Giosuè ed Ezechia mostrano quanto l'uomo sia impotente di fronte allo scorrere del tempo. Ma una cosa possiamo fare: se non abbiamo potere sulla qualità possiamo almeno determinarne la qualità e sceglierne l'uso migliore.
Facciamo la scelta giusta allora e dedichiamo la parte migliore del nostro tempo al Signore. Impieghiamolo con profitto fino al Suo ritorno.

Dio sia Lodato

giovedì 10 aprile 2008

Dio al Primo posto - Visita del fr. Cesare Cananzi

Ringraziamo con gioia il Signore per la gradita visita del fratello Cesare Cananzi, pastore della Chiesa di Formia. Il Signore ha risposto alle preghiere per la sua guarigione fisica. Accompagnato dalla moglie Elvira, il fratello Cesare ha testimoniato di come il Signore abbia operato fin dall’inizio mettendo pace in lui e sua moglie “Nell’intestino ho un tumore ma 20 cm più su, nel cuore, ho Gesù” raccontava i primi tempi della sua malattia. Dio ha guidato le mani dei medici durante l’intervento mandando ogni cosa a buon fine. Il fr. Cesare, ha iniziato a servire il Signore all’età di 18 anni e da allora non si è più fermato raggiungendo 50 anni di ministerio. Nonostante le critiche e le incomprensioni incontrate nel corso della sua vita, Dio ha benedetto lui e la sua numerosa famiglia: tutti e sei i suoi figli hanno accettato il Signore e Lo servono con le rispettive famiglie. Quando gli chiedono come abbia fatto ad averli tutti convertiti con molta semplicità risponde : “Non mi sembra di aver fatto nulla di particolare ma una cosa so: ho sempre messo Dio al primo posto”. Infine il fr. Cesare ci ha portato il messaggio della Parola tratto dalla lettera agli Ebrei meditando sull’importanza della fede. Se non otteniamo le risposte desiderate è perché a causa della nostra incredulità e ribellione, spesso siamo noi che non permettiamo a Dio di agire

Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono. Infatti, per essa fu resa buona testimonianza agli antichi. Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti. Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per mezzo di essa gli fu resa testimonianza che egli era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa, benché morto, egli parla ancora. Per fede Enoc fu rapito perché non vedesse la morte; e non fu più trovato, perché Dio lo aveva portato via; infatti prima che fosse portato via ebbe la testimonianza di essere stato gradito a Dio. Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano. Per fede Noè, divinamente avvertito di cose che non si vedevano ancora, con pio timore, preparò un'arca per la salvezza della sua famiglia; con la sua fede condannò il mondo e fu fatto erede della giustizia che si ha per mezzo della fede. Per fede Abraamo, quando fu chiamato, ubbidì, per andarsene in un luogo che egli doveva ricevere in eredità; e partì senza sapere dove andava. Per fede soggiornò nella terra promessa come in terra straniera, abitando in tende, come Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa, perché aspettava la città che ha le vere fondamenta e il cui architetto e costruttore è Dio. Per fede anche Sara, benché fuori di età, ricevette forza di concepire, perché ritenne fedele colui che aveva fatto la promessa. Perciò, da una sola persona, e già svigorita, è nata una discendenza numerosa come le stelle del cielo, come la sabbia lungo la riva del mare che non si può contare.


Ebrei 11:1

Il Signore ci ha benedetto tanto con la sua dolce presenza e Lo ringraziamo per come si sia servito di questo caro fratello. Preghiamo perché continui a farlo e benedica il Fr. Cesare, sua moglie e la comunità di Formia.

domenica 6 aprile 2008

Riguardando a Gesù (Raduno di Pescara)

Una corsa costante verso la meta con la promessa di un premio glorioso. Quest’immagine che rappresenta la vita cristiana ha fatto da sfondo al tema degli studi e dei culti che tanti fratelli hanno preparato per i giovani e meno giovani al raduno giovanile delle Chiese dell’Italia Centrale, presso Montesilvano (Pescara).
Il versetto chiave è stato tratto da Ebrei 12:1, 3 “Anche noi, dunque poichè siamo circondati da una così grande schiera di testimoni deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, riguardando a Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta”.

I tre studi hanno descritto le fasi di questa corsa importante cominciando con l’esortazione a deporre il peso che ci può trattenere.
Il peccato viene descritto come qualcosa che può avvolgerci molto facilmente e la Parola ha insistito a lungo nel ricordare ai giovani l’impegno a mantenersi puri dal mondo che rischia di travolgerli e annullare i saldi principi che la Bibbia insegna loro. Come gli atleti si sottopongono ad una dura disciplina per poter gareggiare così anche noi dobbiamo mantenerci puri e santificarci se vogliamo arrivare alla meta.

Ringraziamo il Signore per il messaggio della Parola portato durante i culti serali, dal fratello Renato Mottola, che ci ha esortato a mostrare la nostra fede al mondo facendoci chiamare amici, servi e sacerdoti di Dio.


Preghiamo perché fortificati dalla Parola possiamo perseverare nella nostra corsa e che tanti giovani che si sono fatti avanti durante gli appelli possano mantenersi fermi nelle decisioni prese.